La specie che vive nel meditteraneo e più urticante è la Pelagia noctiluca, non molto grande al massimo sui 10 centimetri, punteggiata di porpora, e di colore viola.
E' in grado di ustionare la pelle provocando un forte bruciore.
Infatti i suoi tentacoli che possono anche essere di lunghezza elevata anche diversi metri se entrano in contatto con la cute provocano un forte eritema, mentre la parte superiore è del tutto innocua e se toccata non provoca alcuna reazione cutanea.
I tentacoli ospitano delle particolari cellule, dette cnidociti, che funzionano una volta sola, per cui devono essere rigenerate spesso ed hanno funzioni difensive e oofensive per bloccare la preda, e secernono un veleno che paralizzante.
Le cellule dei tentacoli hanno dei sensori, il cnidociglio, ed estroflettono dei filamenti urticanti detti cnidae, collegati agli organuli cnidoblasti che contengono un liquido urticante.
Le
cnidae, in genere, inoculano una sostanza che uccide la preda per shock
anafilattico. Il liquido urticante ha azione neurotossica , la
cui natura può variare a seconda della specie, ma di solito è costituita
da una miscela di tre proteine a effetto sinergico: ipnossina, talassina
e congestina. Queste sostanze sono responsabili rispettivamente
dell’anestesia della presa, del comportamento allergenico e della
paralisi dell’apparato circolatorio.
Esistono delle meduse, della classe cubozoa che
sono particolarmente pericolose per l'uomo.
Alcune specie possono causare
anche la morte per shock anafilattico. Il veleno presente nella più pericolosa,la Chironex Fleckeri, non
presente nel mediterraneo, prevede anche un antisiero specifico.
Altre specie, invece, sono innocue, come la Cotylorhiza tubercolata, molto più visibile della Pelagia, di colore giallo ocra-marrone , questa specie è innocua.
Altre specie, invece, sono innocue, come la Cotylorhiza tubercolata, molto più visibile della Pelagia, di colore giallo ocra-marrone , questa specie è innocua.
Le
lesioni cutanee possono essere delle semplici lesioni eritematose,
che col tempo diventano di colore vinaceo bruno, e si accompagnano da
prurito e ecdesquamazione della cute, oppure si possono avere lesioni
e eritemi, che
riproducono la forma dell‘ombrella e dei tentacoli, più o meno estese
a seconda della lunghezza dei tentacoli stessi, e
possono persistere per diverse settimane in rapporto alI’estensione,
alla durata del contatto e dalla sensibilità della pelle.
Che
fare in caso di contatto?
Il soggetto toccato da medusa deve:
-
rimuovere i microtentacoli sulla cute con una carta plastificata tipo carta di credito,
-
lavare con abbondante acqua di mare in modo da diluire le tossine e ASSOLUTAMENTE NON CON ACQUA DOLCE per evitare che con effetto osmotico le nematocisti integre scarichino il loro contenuto.
- trattare immediatamente la cute con una pomata al cloruro di alluminio (se disponibile) che blocca la diffusione delle tossine.
- Solo in un secondo tempo trattare con pomate al cortisone e pomate che contengono la lidocaina per alleviare il dolore e per bloccare la reazione allergica.
- tutti i vari rimedi tipo ammoniaca alcool urina aceto ecc sono assolutamente da evitare perchè in alcuni casi possono anche peggiorare la situazione.